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Matteo Trombetta
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Gent.mo Prof. Lombardi,

sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un Suo sito internet, ed è attraverso questo potente mezzo tecnologico che voglio manifestarLe il mio apprezzamento e la mia riconoscenza per quello che è riuscito a dare alla mia vita.
Le spiego: dall’età di quattro anni sono risultato afflitto da una grave forma di miopia che, come Lei potrà ben immaginare, ha caratterizzato in negativo la mia infanzia e la mia adolescenza. Tante sono state le limitazioni ed i disagi da essa procuratemi, tanto da farmi sentire “diverso” rispetto alla massa di persona che mi circondavano. Fino all’età di sedici anni sono stato costretto a portare occhiali di un certo spessore, derivanti dalla gradazione delle lenti che dovevano supportare, poi ho potuto cominciare a mettere le lenti a contatto. Esteticamente la mia situazione era migliorata ma il sogno di svegliarmi, potendo vedere ciò che mi circondava senza alcun supporto visivo era irrealizzato. Direi irrealizzabile, sembrava non potesse mai verificarsi. Occhiali, soluzioni e lenti a contatto erano parte integrante del mio corpo, ancor prima degli abiti. Cominciavo a rassegnarmi all’idea di doverne essere dipendente a vita.
All’età di ventisette anni, da un amico, venni a conoscenza che Lei poteva essere il fattore cardine per la soluzione del mio problema. Contattai la Sua segreteria e la cortesissima Sig.ra Giovanna mi fissò l’appuntamento per la prima visita.
Da Potenza partii per Roma, pieno di speranze ma di altrettanti timori. Timore di essere un caso da non poter trattare. Lei sa, si parlava di miopia superiore alle venti diottrie. Un’accoglienza stupenda nell’allora Villa Speranza, supportata da un’equipe che, si fiutava (vedevo poco), essere di elevato spessore professionale. A fine visita il Suo responso: POSSIAMO OPERARE !!!
Di lì a poche settimane Lei mi sottopose ad un intervento di lensectomia: ebbi il trapianto del cristallino in entrambi gli occhi.
E’ ancora viva in me l’emozione del mio risveglio dall’anestesia, della Sua figura al fianco del letto in ospedale, il suo gesto per scoprirmi gli occhi dalle bende: vedevo già come non avevo mai visto senza occhiali!
Di lì a poche settimane, i suoi controlli misero in evidenza la perfetta riuscita dell’intervento, ma cosa più importante, io avevo potuto buttare definitivamente i compagni di viaggio della mia vita: occhiali e lenti a contatto.
Professor Lombardi io la ringrazio di esistere immaginando quanta felicità abbia restituito a chi, come me o peggio di me, era afflitto da gravi problemi alla vista.
Grazie per quanto ha studiato, per i sacrifici che ha fatto e continuerà a fare, ma il mondo ha bisogno di persone che, come Lei, dedicano la propria vita allo studio ed alla ricerca.
Mi creda, la Sua umanità, la Sua disponibilità, sono doti rare nel Suo ambito, ed è anche per questo che io non La dimenticherò mai. Continuerò a seguire le Sue conquiste scientifiche attraverso il sito e mi auguro possano essere ancora tante.
Con la stima e la riconoscenza che sempre Le devo, Le invio distinti saluti.

Trombetta Matteo
 
 
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