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Paolo Leutenegger
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Caro Prof. Lombardi,

a due anni e mezzo di distanza dalla mia prima operazione sento la necessità di scriverLe queste poche righe per esprimerLe la mia gratitudine e ringraziarLa della professionalità dimostrata.

La storia del mio cheratocono ha inizio lentamente ma inesorabilmente. Circa sette anni orsono, quale prima manifestazione, avvertii un lieve peggioramento dell'acuità visiva da vicino, che però compensava perfettamente la miopia da cui ero affetto ormai da diversi anni. Dopo alcuni controlli iniziali senza alcun esito, smisi di investigare. L'occhio interessato era il sinistro. Il destro sopperiva abbondantemente alle deficienze del primo.

Alcuni anni più tardi, non sentendomi interiormente soddisfatto della risposta che avevo ricevuto - osservando altresì un lento peggioramento del mio Visus non più correggibile con gli occhiali - decisi di approfondire la diagnosi. Finalmente, dopo alcuni tentativi andati a vuoto, un noto primario oculista mi diagnosticò il cheratocono, malattia di cui fino a quell'istante ignoravo perfino l'esistenza. La terapia consigliata era quella tradizionale, basata sull'utilizzo di lenti a contatto, attesa e .... speranza nella Divina Provvidenza.

La visita di cui sopra non mi aveva lasciato tranquillo, avendo scorto nell'espressione del medico che aveva fatto la diagnosi una certa reticenza alle mie domande.

Decisi pertanto di approfondire la mia conoscenza sulla malattia. Trovai il Suo sito che mi incuriosì molto, poiché Lei era l'unico che proponeva una terapia "semplice" per stabilizzare chirurgicamente il cheratocono.

Telefonai per avere un appuntamento.

Fin da principio non ebbi alcun dubbio circa la strada da percorrere. La completezza e la meticolosità delle indagini svolte sui miei occhi nel corso della mia prima visita a Milano mi convinsero della professionalità della Sua equipe. La relativa "semplicità" dell'intervento da Lei proposto, l'assenza di valide alternative unitamente alla volontà di essere soggetto attivo nella risoluzione del problema senza subire passivamente le circostanze fecero il resto.

Nel giro di un anno mi sottoposi in totale a tre interventi, due all'occhio sinistro ed uno all'occhio destro, che ancora ancora non mostrava i segni della malattia conclamata. Fin dal principio la mia condizione è decisamente migliorata. Non porto più gli occhiali, entrambi gli occhi hanno recuperato un Visus completo, correggendo completamente anche la miopia. La curvatura delle mie cornee migliora costantemente, come confermato anche da una recente visita.

Recentemente mi è capitato di effettuare alcune visite oculistiche per motivi professionali. Ho potuto verificare di persona il sentimento di forte avversione ogniqualvolta menziono l'operazione di Mini A.R.K. per il cheratocono, ma all'incalzare delle mie domande non ho mai ricevuto risposte soddisfacenti che si discostino dall'affermazione generica e superficiale "che è meglio non intervenire su un equilibrio già fortemente compromesso".

Sono profondamente convinto di avere effettuato la scelta giusta e sono contento di averLe dato fiducia. Nutro la speranza che, come me. anche altre persone che oggi sono costrette a convivere con lo stesso problema in assenza di prospettive, possano trovare il coraggio per affidarsi alle Sue cure.

Cordialmente

Paolo Leutenegger

Milano, 7 agosto 2007

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